L’accessibilità digitale è oggi una leva strategica per le imprese: non solo per rispettare le normative, ma per offrire esperienze inclusive e competitive. Scopri come Figma e l’AI possono trasformare il tuo workflow di design e supportare i team UX/UI nella creazione di prodotti realmente accessibili.
L’accessibilità non è più un’opzione. Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, è diventata un requisito normativo: le aziende devono garantire che i propri prodotti e servizi digitali siano fruibili da tutte le persone, incluse quelle con disabilità.
Ma l’importanza della progettazione accessibile non nasce solo da un obbligo tecnico o legale. Progettare in modo accessibile significa pensare meglio, in modo più creativo e strategico.
L’accessibilità incoraggia ad anticipare bisogni futuri: da una parte adattiamo e semplifichiamo le tecnologie per democratizzarle al servizio di tutti ma può anche accadere il contrario.
Un esempio sono le interfacce vocali: inizialmente pensate per persone con disabilità visive o motorie, oggi rappresentano una delle direzioni principali dell’interazione uomo-macchina e alla base della Zero UI. In questo senso, l’accessibilità non segue l’innovazione: spesso la guida.
Se iniziamo a riflettere sull’accessibilità a monte — come brand, come azienda o come agenzia di consulenza — possiamo:
Queste premesse rendono evidente una cosa: l’accessibilità richiede competenze specifiche a chi si occupa di progettazione UX/UI.
Figma è oggi uno degli strumenti più efficaci per progettare interfacce accessibili. La sua natura collaborativa e le funzionalità integrate permettono di tenere l’accessibilità al centro del processo, fin dalle prime fasi di progettazione
Tra i suoi principali vantaggi:
Qui puoi consultare la guida ufficiale di Figma sull’accessibilità.
Saper scrivere prompt chiari è una competenza sempre più utile. L’AI può supportare il design accessibile generando testi alternativi, suggerendo colori o scrivendo microcopy inclusivi. Ma tutto dipende da come viene interrogata.
È sempre meglio, quindi, specificare con precisione le tue esigenze di accessibilità nei prompt (es. contrasto, leggibilità, compatibilità con screen reader) e chiedere all’AI di generare etichette, messaggi di errore o testi alternativi.
Il Contrast Checker è una funzionalità integrata in Figma che permette di valutare il rapporto di contrasto tra testo e sfondo (o tra elementi UI) direttamente in fase di progettazione. Permette di garantire la conformità alle WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), in particolare per le persone con disabilità visive o ipovisione.
In questo modo l’accessibilità non viene verificata a posteriori, ma diventa parte del processo di design.
Il Contrast Checker è particolarmente efficace perché:
In Figma è accessibile dal pannello di destra, selezionando un livello di testo o un elemento con colore di foreground e background definiti.
La funzione Auto Layout (leggi qui la nostra breve guida sull’Auto Layout in Figma) consente di creare interfacce che si adattano a schermi e contenuti variabili. È fondamentale per garantire leggibilità e usabilità anche in condizioni non standard (es. ingrandimento del testo, dispositivi mobili).
Come usarlo:
Figma permette di simulare flussi interattivi accessibili, inclusa la navigazione da tastiera e la gestione del focus. Questo è cruciale per utenti che usano screen reader o non possono utilizzare il mouse.
È utile quindi definire l’ordine di navigazione con la scheda Prototype, aggiungere segnali visivi per lo stato di focus e evitare transizioni disorientanti.
Plugin come Stark e A11y Annotations aiutano a identificare problemi di contrasto, mancanza di alternative testuali o ruoli semantici mancanti. Puoi anche sperimentare combinazioni cromatiche conformi alle WCAG.
Scopri anche l’Accessibility Design Toolkit di BrowserStack per Figma
L’accessibilità va testata e perfezionata nel tempo. Figma offre strumenti utili per farlo:
L’accessibilità non è un’aggiunta finale, ma una parte integrante del processo di progettazione. Per renderla sistematica e scalabile, è fondamentale impostare un workflow chiaro che accompagni il design dall’idea alla consegna. Questo significa partire dalle basi, progettare in modo responsivo, verificare regolarmente e collaborare in modo strutturato.
Il primo passo è definire elementi accessibili fin dall’inizio: palette di colori, tipografia e spaziature conformi alle linee guida WCAG, impostate come stili condivisi per garantire coerenza. Strumenti e plugin AI possono supportare questa fase generando combinazioni cromatiche e accoppiamenti di font accessibili.
Segue la progettazione responsiva e inclusiva: sfruttare Auto Layout per adattare i componenti a diverse dimensioni dello schermo e organizzare i layer con etichette chiare, così da facilitare la lettura da parte degli screen reader.
Anche qui, l’AI può aiutare creando microcopy e testi alternativi chiari e comprensibili.
Un workflow efficace prevede audit regolari: controllare contrasto, ordine di focus e semantica con plugin come Stark o Able, integrando strumenti che suggeriscono correzioni automatiche. Dopo la verifica, è essenziale testare il design per tutti gli utenti, simulando la navigazione da tastiera e riducendo animazioni per chi è sensibile al movimento.
L’AI può generare scenari utente diversificati per rendere i test più realistici.
Infine, documentare e collaborare è cruciale: aggiungere note di accessibilità, ruoli ARIA e istruzioni nei file Figma, condividere il lavoro con sviluppatori e stakeholder fin dalle prime fasi per raccogliere feedback e garantire una corretta implementazione.
Integrare questi passaggi nel flusso di lavoro significa trasformare l’accessibilità da semplice requisito a valore strategico. Usa template Figma con componenti accessibili, pianifica audit durante il design, integra la tastiera nei prototipi e valida sempre i suggerimenti dell’AI: sono un supporto, non un sostituto. Così il design inclusivo diventa parte naturale del processo, riducendo errori e migliorando l’esperienza per tutti.
Figma, con le sue funzionalità e integrazioni AI, è uno strumento potente per costruire esperienze digitali inclusive, valido per ogni team di design. Ma il vero cambiamento nasce da una cultura aziendale che mette al centro l’inclusione, la responsabilità e l’attenzione alle persone.
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