Approfondimenti 22.10.2025

Accessibilità digitale: da obbligo normativo a leva strategica

CorsiWebDesign_KnowledgeDevelopment (2)

Dal 28 giugno 2025, con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, l’accessibilità digitale è diventato un requisito obbligatorio per molte aziende. Ma oltre alla conformità, rappresenta un’opportunità per costruire una cultura inclusiva e migliorare la competitività.

Accedere a un sito, utilizzare un’app o compilare un modulo online sono azioni quotidiane.
Ma cosa accade se questi strumenti non sono pensati per tutti?
L’impossibilità di leggere un contenuto o usare un servizio digitale non è un semplice problema tecnico: è una questione di diritti.

L’accessibilità digitale garantisce che persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive possano utilizzare prodotti e servizi digitali in autonomia. Non riguarda solo una minoranza: secondo i dati più recenti, oltre 12 milioni di italiani e quasi 100 milioni di cittadini europei vivono con una disabilità. Se consideriamo anche anziani, persone con competenze digitali limitate o chi affronta difficoltà temporanee, diventa chiaro che l’accessibilità riguarda tutti, in momenti diversi della vita.

European Accessibility Act: cosa è cambiato dal 28 giugno 2025

Dal 28 giugno 2025 è entrato in vigore lo European Accessibility Act (EAA), recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022. La normativa impone l’obbligo di garantire l’accessibilità di prodotti e servizi digitali anche nel settore privato, con riferimento al livello AA delle WCAG 2.1 e alla norma tecnica UNI CEI EN 301549:2021.

In Italia, la Legge Stanca (Legge 4/2004) già da oltre vent’anni si occupa di regolare il tema dell’accessibilità per la Pubblica Amministrazione. Finora l’accessibilità era considerata un dovere solo per la PA e, dal 2018, per Enti Pubblici Economici, aziende private che gestiscono servizi di pubblica utilità e aziende che forniscono servizi o prodotti digitali alla PA.

Con il Decreto Legislativo 82/2022, che ha recepito la Direttiva Ue 882/2019 European Accessibility Act, da giugno 2025 le stesse regole si applicano anche a molte aziende private.

I soggetti obbligati includono:

  • Siti web e app di e-commerce, banche, assicurazioni
  • Terminali self-service (ATM, biglietterie, chioschi)
  • Servizi di trasporto e relative piattaforme
  • Dispositivi elettronici (smartphone, tablet, e-reader)
  • Software, sistemi di comunicazione e contenuti digitali (PDF, e-book)

Le principali novità introdotte:

  • Accessibility by design: l’accessibilità deve essere integrata fin dalla progettazione.
  • Documentazione obbligatoria: ogni azienda deve pubblicare una Dichiarazione di Accessibilità aggiornata annualmente.
  • Responsabilità condivisa: coinvolge produttori, distributori e fornitori lungo tutta la filiera.
  • Sanzioni: da 5.000 a 40.000 euro, fino al 5% del fatturato per le grandi imprese.

Le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni) sono esentate, ma possono scegliere di adeguarsi volontariamente, valorizzando l’inclusione come asset competitivo.

Dalla conformità alla cultura dell’inclusione

L’accessibilità digitale non è solo rispetto di norme, ma un cambio di mindset culturale. Significa riconoscere la diversità dei modi di accedere alle informazioni e rendere ogni persona partecipe.
Come ricorda l’esperta Sheri Byrne-Haber (inclusion leader, accessibility program innovation & strategy architect e vincitrice di numerosi premi per progetti di values-based engineering e accessibilità) “è più facile eliminare le barriere tecniche che quelle mentali”.

Tutti, in azienda, possono contribuire: chi scrive testi, realizza presentazioni, gestisce social o newsletter partecipa alla costruzione di un ambiente digitale più accessibile.

Buone pratiche quotidiane:

  • Scrivere testi chiari e leggibili
  • Verificare il contrasto cromatico (es. con WebAIM Contrast Checker)
  • Inserire alt text per le immagini
  • Sottotitolare i video
  • Creare documenti compatibili con screen reader
  • Usare link descrittivi

Un vantaggio strategico per le imprese

Investire nell’accessibilità digitale significa:

  • Ampliare la base clienti
  • Migliorare la user experience
  • Rafforzare la reputazione e la responsabilità sociale
  • Ottimizzare la SEO e la permanenza degli utenti sul sito

Formazione EAA

Il corso Protom sull’European Accessibility Act

L’entrata in vigore dell’EAA non è solo una sfida normativa, ma un’opportunità per ripensare processi e competenze.
Per supportare le aziende in questo percorso, abbiamo varato un corso completo sull’accessibilità digitale, pensato per team di Design, Marketing, SEO, Sviluppo e Innovazione.

Il programma affronta due direttrici principali:

  • Conoscenze normative e legali: obblighi, scadenze, responsabilità organizzative, rischi e sanzioni.
  • Competenze tecniche e metodologiche: progettazione di interfacce accessibili, SEO e HTML semantico, integrazione nei design system, testing e remediation.

Alcuni moduli del corso Accessibilità digitale per aziende:

  • WCAG e obblighi legali
    Questo modulo fornisce una panoramica completa delle normative italiane ed europee, con focus sull’European Accessibility Act e sulla Legge Stanca. Si approfondiscono gli obblighi per aziende e PA, le scadenze, le responsabilità organizzative e le conseguenze legali in caso di non conformità. È il punto di partenza per capire perché l’accessibilità non è solo un valore etico, ma un requisito normativo.
  • Accessible UI/UX Design
    Qui si entra nel cuore della progettazione: come creare interfacce realmente inclusive. Si affrontano temi come la scelta dei colori e dei contrasti secondo WCAG, la tipografia accessibile, il layout e la composizione visiva. Verranno mostrati strumenti pratici (ad esempio Figma e suoi plugin come Stark per il controllo del contrasto) e best practice per evitare errori comuni, garantendo esperienze d’uso fluide per tutti.
  • SEO e accessibilità
    L’accessibilità non è separata dalla visibilità online: questo modulo spiega come i criteri WCAG influenzano la SEO e la page experience. Si lavora su HTML semantico, ARIA landmarks, heading gerarchici e ottimizzazione dei contenuti multimediali (alt text, caption). L’obiettivo è migliorare sia l’esperienza utente sia il ranking sui motori di ricerca.
  • Sviluppo HTML e testing
    Un modulo tecnico dedicato agli sviluppatori: come scrivere codice conforme alle linee guida WCAG, strutturare correttamente le intestazioni, gestire ruoli ARIA e garantire la navigazione da tastiera. Si affrontano anche le tecniche di validazione con strumenti come Lighthouse, Axe e WAVE, oltre ai test manuali con screen reader per verificare la reale accessibilità.

Guardare oltre la norma

L’accessibilità digitale non è un tema tecnico per pochi esperti, ma un tassello fondamentale per consolidare una vera cultura dell’inclusione.
Con l’EAA, le organizzazioni hanno l’occasione di fare un passo oltre l’obbligo legale: progettare servizi che accolgano tutte le persone, senza eccezioni.

Contattaci

"*" indica i campi obbligatori

Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.