Dal moodboard al computo metrico, l’Intelligenza Artificiale sta entrando anche nel lavoro di architetti e interior designer. Se fino ad oggi l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito creativo è stato spesso associato alla generazione di immagini suggestive o artistiche – strumenti capaci di creare atmosfere, scenari e interpretazioni visive, ma spesso poco precisi per un utilizzo tecnico – negli ultimi mesi queste tecnologie si sono evolute rapidamente e stanno diventando strumenti utili anche per architetti, interior designer e progettisti. Può essere utile per esplorare idee, visualizzare gli spazi, analizzare dati di progetto e persino organizzare alcune attività tecniche. La tecnologia non sostituisce la competenza progettuale, ma può affiancarla, accelerando alcuni passaggi e migliorando il modo in cui il progetto viene sviluppato e comunicato.
L’IA può essere utilizzata in diverse fasi del processo progettuale: dalla ricerca di idee alla produzione della documentazione tecnica, passando per la visualizzazione degli spazi e l’organizzazione del lavoro.
Uno degli utilizzi più immediati dell’Intelligenza Artificiale riguarda la fase iniziale del progetto, quando si stanno ancora esplorando possibili direzioni stilistiche. È possibile partire semplicemente da una fotografia dell’ambiente esistente e chiedere all’IA di simulare diverse soluzioni di arredo, per mostrare al cliente stili e atmosfere diverse e verificare insieme quale direzione progettuale risponde meglio alle sue esigenze.
La stessa stanza può essere reinterpretata in rapidamente in stile minimalista, nordico, industriale o contemporaneo. Questo permette al progettista di sviluppare alcune proposte da discutere con il cliente, senza dover realizzare subito modelli tridimensionali complessi.



Inoltre, l’IA può essere utile anche nella prima narrazione del progetto, realizzando moodboard, raccogliendo immagini di riferimento e analizzando tendenze visive presenti online, costruendo insieme al software una composizione di oggetti scelti, con riferimenti esatti, colori, tessuti specifici. Di seguito tre esempi con i relativi prompt.


Prima immagine: “Moodboard per interior design in stile nordic, palette neutra e luminosa con beige, avorio, grigio chiaro e legno naturale. Focus su campioni di tessuti, texture morbide e naturali. Aggiungi poltrona e tavolino di Alvar Aalto [riferimento fotografico] e lampada a sospensione Kartell [riferimento fotografico]. Inserisci piccoli elementi di arredo come vasi e piante. Composizione pulita e armoniosa, luce naturale soft, atmosfera scandinava elegante e minimal, alta qualità”
Seconda immagine: “Moodboard per interior design stile total black elegante e contemporaneo, palette scura con nero, antracite, blu notte e accenti in ottone dorato. Composizione flat lay con campioni di materiali e superfici sovrapposte: tessuto blu profondo, pannelli in legno scuro, pietra grigia materica, finiture metalliche in ottone e oro. Inserisci elementi naturali. Atmosfera sofisticata e drammatica, fotografia editoriale di interior design, luce morbida e controllata, composizione armoniosa su fondo scuro.”
Terza immagine: “Moodboard per interior design stile bohemian caldo e naturale, in riferimento alla foto caricata. Composizione con materiali e arredi naturali, campioni di tessuti, tappeto orientale nei toni caldi. Aggiungi elementi decorativi artigianali come macramè da parete, cestini intrecciati, vasi in terracotta e piante verdi da interno. Atmosfera accogliente, rilassata e mediterranea, luce naturale calda, fondo chiaro.”
Possiamo sempre più spesso partire da modelli tridimensionali, sia relativamente semplici — ad esempio schizzi o 3D realizzati con SketchUp — sia più complessi, e trasformarli rapidamente in immagini realistiche. L’IA può applicare materiali, simulare l’illuminazione, modificare le atmosfere e creare diverse varianti dello stesso ambiente.
Questo permette di produrre molte più immagini con un notevole risparmio di tempo e, grazie all’evoluzione di questa tecnologia, ottenere un risultato sempre più controllabile attraverso il prompt. La generazione di render fotorealistici, infatti, è sempre stata una fase fondamentale del progetto, ma spesso lunga e complessa. Di seguito un esempio di un’immagine modellata da un software 3D, ottenuta poi in stile schizzo e con due diverse varianti colori.

Per modificare l’inquadratura è sufficiente descrivere il nuovo punto di vista e caricare come riferimento per colori e stile un’immagine già realizzata, con il risparmio di ore per generare nuove viste.
Come per la generazione di immagini grafiche, anche nel caso dei render aggiungere specifiche tecniche di inquadratura e illuminazione porta ad un risultato migliore e maggiormente controllabile.

Il lavoro su un esterno è simile a quello su un interno, con la differenza che modificando interamente la geometria dell’edificio si rende necessario eseguire una modellazione. Sulla piattaforma di IA è sufficiente caricare l’immagine iniziale, il modello 3D e descriverne in modo accurato i materiali. Una volta ottenuto il risultato sperato, sarà sufficiente caricare il prospetto tecnico della vista interna e descriverne l’intorno per avere una seconda vista fedele al progetto.

Se nella renderizzazione i risultati sono ogni giorno migliori, la strada è ancora lunga nella modellazione 3D. Le tecnologie attuali funzionano abbastanza bene per oggetti di piccole dimensioni, ma non riescono ancora a modellare con precisione spazi complessi.
Ad esempio, l’IA può aiutare a generare il modello tridimensionale di un mobile, di un oggetto decorativo o di piccoli elementi d’arredo. Questo può essere utile per creare rapidamente varianti o arricchire una scena. La modellazione può partire da una fotografia restituendo un modello con caratteristiche tecniche (ad esempio numero di poligoni) sempre più precise, ma ancora lontano da uno standard di alto livello.
Di seguito l’immagine caricata e il modello 3D ottenuto, con e senza texture.

Oltre all’aspetto creativo e rappresentativo, l’uso dell’IA sta diventando sempre più affidabile anche nelle fasi tecniche del lavoro, come nella gestione dei dati progettuali.
Attraverso l’analisi di planimetrie e tavole tecniche — e fornendo le informazioni necessarie — l’IA è in grado di creare in modo quasi automatico un computo metrico individuando demolizioni e nuove costruzioni, calcolare superfici murarie o stimare quantità di materiali. I risultati organizzati in tabelle e fogli di calcolo, facilitando la creazione dei computi metrici e riducendo il tempo dedicato ai calcoli manuali.
Di seguito un esempio di come, caricando la planimetria comparativa e le voci di capitolato con indicazione dei costi, l’IA sia riuscita a generare un file Excel già strutturato in modo corretto.

Infine, applicazioni molto utili di questa tecnologia riguardano la produzione della documentazione necessaria ad un progetto e la pianificazione delle fasi di cantiere. Nel primo caso l’IA può aiutare a organizzare relazioni di progetto, descrivere ambienti, preparare capitolati, strutturare report tecnici, ordinare e riscrivere appunti di cantiere.
Nel secondo caso, attraverso l’analisi delle attività di progetto, è possibile costruire automaticamente diagrammi di Gantt, strumenti che permettono di visualizzare nel tempo le diverse fasi del lavoro e individuare possibili criticità.
L’IA può aiutare a strutturare queste fasi, stimarne la durata e organizzare il calendario delle lavorazioni. Il risultato è una visione chiara dell’intero processo di cantiere, che consente di individuare eventuali sovrapposizioni o ritardi e migliorare la gestione del progetto.

In conclusione, questa tecnologia non sostituisce il progettista, ma diventa uno strumento capace di ampliare le possibilità del processo progettuale.
Permette di esplorare diverse idee, produrre immagini realistiche, analizzare dati tecnici e valutare materiali. Il risultato è un processo progettuale più dinamico, più collaborativo e spesso anche più efficace.
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